Basteranno Elon Musk, $100 milioni e XPRIZE per affrontare il cambiamento climatico?

23 Febbraio 2021
9 mins

(spoiler: la risposta è no)

Il cambiamento climatico è la più grande sfida della nostra generazione e di quella futura.

Può sembrare strano sentire una cosa del genere mentre siamo tutti occupati a combattere una pandemia globale che non capitava da più di un secolo in questa scala, eppure secondo me è proprio così.

Ci sono già decine di milioni di profughi climatici, ovvero persone che si stanno spostando da dove abitano o da dove hanno abitato per anni, o magari generazioni intere, a causa dei cambiamenti climatici causati dall’uomo.

E questo non è niente.

Tra 5 anni il Covid-19 sarà un problema risolto in tutto il mondo e rimarrà un ricordo della nostra vita passata; mentre il problema del cambiamento climatico sarà ancora più grande di quanto non lo sia oggi.

Quando ho iniziato a trattare questi temi, le nostre emissioni di gas serra erano 43 gigaton all’anno (43 miliardi di tonnellate). L’anno scorso erano 50 miliardi, e ogni anno siamo in crescita1.

I veri visionari si riconoscono perché affrontano in anticipo i problemi a cui nessuno sta pensando.

Federico Pistono

Adesso siamo tutti focalizzati sul Covid-19, e pochi stanno pensando al clima.

Elon Musk è un vero visionario. Lui non solo sta pensando al clima, ma sta agendo, concretamente. 

Poco fa ha annunciato che donerà $100 milioni per chi inventerà le migliori soluzioni per catturare il CO2 dall’atmosfera e immagazzinarlo.

Per farlo, ha deciso di utilizzare il sistema di “incentive prize competition”, un format in cui io credo molto, inventato dal mio amico e mentore Peter H. Diamandis2 nel 1994, con la sua organizzazione no-profit chiamata XPRIZE3.

In poche parole, funziona così:

  1. Cerca un grosso problema da risolvere per l’intera umanità;
  2. Crea un sistema di valutazione oggettivo e misurabile per il team che dimostra di poter riuscire a risolverlo;
  3. Mette un premio in palio consistente;
  4. Fai competere team da tutto il mondo;
  5. Premia chi arriva al risultato migliore.

È un sistema geniale, che sfrutta la teoria dei giochi, il potere della competizione e della collaborazione per arrivare a risultati impensabili utilizzando pochissimi soldi.

Ho avuto l’onore di collaborare con XPRIZE come in house expert, e seguo con grande interesse e ammirazione il lavoro che stanno facendo, e do con piacere il mio contributo tutte le volte che la mia expertise è richiesta e può aiutare.

Guarda il video

In questo video tratto i seguenti punti:

Trascrizione del video

C’è appena stata una notizia che ha accolto la mia attenzione che penso sia importantissima per il futuro dell’umanità.

Elon Musk ha appena annunciato su Twitter che donerà 100 milioni di dollari per il miglior progetto di Carbon Capture Technology.

Cosa significa?

Carbon Capture è una serie, una famiglia di tecnologie che catturano il CO2 dall’atmosfera. Per chi ha la familiarità con la missione di Elon Musk, è abbastanza chiaro il suo progetto:

Salvare l’umanità dall’estinzione.

Lui non è un umanista, non è interessato alle cose che magari persone più spirituali sono interessate. Lui è un ingegnere e ragiona come un ingegnere, quindi per lui la cosa più importante innanzitutto è la sopravvivenza e garantire la sopravvivenza non solo di se stessi e gli altri, ma della specie.

Quindi, come facciamo a garantire la sopravvivenza della specie?

Per Elon Musk è un problema ingegneristico perché vede le cose in questo modo, quindi ha detto:

“Qual è il più grande treat, il più grande pericolo che esiste per l’intera umanità?”

Il cambiamento climatico

Attualmente quindi, qual è il problema esistente (non ipotetico/futuro che potrà succedere), ma quello che stiamo già affrontando in questo momento?

È il cambiamento climatico.

Il Master Plan di Elon Musk

La sua missione per risolvere questo problema è:

Facilitare e velocizzare il trasferimento della società, da una società a idrocarburi ad una società a energie rinnovabili e pulite, che non inquinano e in particolare non rilasciano CO2 nell’atmosfera.

Ma il più importante adesso è il CO2 e il metano, che sono i due gas serra più rilevanti.

Per trasformare l’intera civiltà, lui ha pensato ad un sistema olistico dove i trasporti sono un terzo di tutto quello che noi facciamo.

Quindi, ha costruito un’azienda di trasporti che fa automobili, trucks (che sono i camion trasportatori), e prima o poi farà anche gli aerei e i treni hyper loop.

Un terzo sono i trasporti. Ma cos’altro c’è? Un terzo, forse anche un quarto, sono le case. Quindi, pannelli solari e storage, Tesla Batteries, Tesla Roof, Tesla Trucks.

Tutto questo per ridurre il nostro impatto e, in particolare, le emissioni di CO2 nell’atmosfera.

Secondo me potrebbe anche buttarsi poi nell’agricoltura e nella produzione di cibo perché un altro terzo, più o meno, arriva dall’industria e in particolare da quella agricola e dalla produzione di carne.

Quindi, non mi stupirei se un domani Elon Musk si buttasse anche in quello perché fa tutto parte del suo piano di trasformare la società idrocarburi (come siamo oggi ancora principalmente) ad una società a energia rinnovabile.

Elon Musk

Ma tutto questo fa parte del Master Plan di Elon Musk.

Perché tutto questo è importante per il futuro dell’umanità

Se noi adesso buttiamo trentacinque, trentasei, quaranta gigaton, miliardi di tonnellate di CO2 o equivalenti, quindi anche gas metano nell’atmosfera e lo riduciamo a trenta, venticinque, o a venti gigaton sarebbe bellissimo.

E arrivare a quel fantomatico zero, sarebbe fantastico.

Queste sono le nostre emissioni.

Gli esperti dicono che ci vorranno minimo trenta, quaranta, cinquanta, sessanta, settanta anni forse, quando magari intere città sono già state distrutte; centinaia di milioni di persone saranno dei rifugiati per il cambiamento climatico e magari avremmo distrutto interi ecosistemi…

Il 30% della barriera corallina se n’è già andata, il 50% è in fase di endangered, quindi sta facendo il bleaching, sta diventando bianca e persiste il processo di acidificazione degli oceani in perdita della biodiversità.

Insomma, un disastro infinito che sta già avvenendo e dovremmo svegliarci.

Come facciamo? Uno dei modi, se vogliamo ridurre il nostro impatto sul pianeta, e in particolare le emissioni di CO2, è ridurre la quantità di CO2 che buttiamo dentro l’atmosfera.

Ogni anno si verifica il Climate forcing (Forzante radiativo)4 perché si accumula sempre di più potenziale che poi può scattare di colpo, perché è come una pentola a pressione composta di CO2 e di gas serra che sta accumulando sempre più energia, e ad un certo punto potrebbe avere effetti devastanti, ancora più grandi quelli che vediamo adesso.

Quelli che vediamo adesso sono niente in confronto.

C’è un’altra soluzione, cioè quella di estrarre il CO2 che già esiste dentro l’atmosfera.

Dobbiamo catturare il CO2 perché abbiamo messo una quantità inimmaginabile di CO2 nell’atmosfera e ridurre la quantità, non solo arrivando a zero, ma addirittura andando in budget negativo ogni anno.

Carbon Capture and storage

Quindi, se riuscissimo nel giro di 15/20 anni ad arrivare a zero emissioni sarebbe fantastico, ma non ci risolve il problema.

Dovremmo iniziare ad arrivare almeno ad un miliardo di tonnellate, meno 10, meno 20, meno 50 e togliere la quantità di CO2 che ci serve, anno dopo anno, per arrivare a livelli pre industriali, che erano quelli di stabilità; per cui centinaia o migliaia di anni ne eravamo abituati come specie umana.

Per me il cambiamento climatico è una delle cose più importanti e il tema del cambiamento climatico lo sento mio e lo sento nel cuore da tanti anni.

Federico Pistono


Io, più di dieci anni fa, avevo scritto degli articoli e ho fatto un sacco di ricerche e letto molti paper scientifici proprio su questo tema. Tant’è che avevo poi vinto una competizione internazionale per il giornalismo ed ero stato mandato dal Centro europeo per il Giornalismo al COP di Copenhagen.

Il COP, ovvero la Conferenza delle Parti, è un organo decisionale della Convenzione delle Nazioni Unite dove vengono svolti incontri con tutti i rappresentanti dei Paesi per cercare di affrontare il problema del cambiamento climatico.

Ho continuato le mie ricerche, nonostante facessi anche altre cose.
Questa qui è sempre una costante.

Tre anni fa ho realizzato un mini documentario sul cambiamento climatico, diviso in due parti di circa 30 minuti, dove spiego come siamo arrivati alla situazione dove siamo adesso, e alcune possibili soluzioni, incluse le tecnologie di cui stavo parlando prima.

Promosso su Google Science Project, un progetto interdisciplinare per promuovere contenuti che affrontavano il cambiamento climatico e altre Grand Challenge del nostro pianeta.

Dentro a questo documentario ho avuto il privilegio di parlare per più di un’ora con David Keith di Harvard, ricercatore e uno dei massimi esperti sul cambiamento climatico, in particolare sulla geo-ingegnerizzazione del clima in varie metodologie.
Lui è anche co-fondatore di un’azienda che si occupa di Carbon capture and storage.

Quali sono quindi le tecnologie Carbon capture and storage? La più semplice delle tecnologie è rappresentata dagli alberi.

Gli alberi sono la tecnologia più semplice, più distribuita, più disponibile e anche quella più energy efficient, perché da un piccolissimo seme è una nanotecnologia che si replica costantemente e raddoppia fino a diventare un milione di volte più grande.

Questa è una tecnologia incredibile che abbiamo a disposizione ovunque e quindi, deve essere sicuramente parte della strategia ampia di cattura del CO2 dall’atmosfera.

Ma abbiamo già fatto i calcoli. Non è possibile risolvere il problema solamente piantando alberi.

Ho anche fatto un video dedicato a questo sul mio canale in inglese, dove ho fatto una estimate in ordine di grandezza, ma ho visto anche che è stata approfondita con una ricerca di vari professori in giro per il mondo che hanno fatto studi simili (dopo che ho fatto il mio video), e sono arrivati a conclusioni simili.

La conclusione? Dobbiamo piantare alberi in tutto il mondo, dobbiamo riforestare delle zone che abbiamo reso non più utilizzabili che hanno perso la loro capacità di assorbimento, ma anche perché gli alberi ci servono per altre cose, non solo per questo, ma per questa cosa sono eccezionali.

È una cosa che dobbiamo fare in abbondanza, ma non è sufficiente. Servono anche altre tecnologie.

In questa playlist troverai 5 video sul cambiamento climatico trattati nel mio canale YouTube in inglese5

Per questo esistono delle aziende, come quella di David Keith e di altri ricercatori, fisici, chimici, ingegneri; che stanno lavorando incessantemente tutti i giorni per trovare un modo cheap, quindi che costi poco, per catturare il CO2 che noi respiriamo e per metterla al sicuro da qualche parte, tipicamente sotto terra o comunque in uno storage.

A che punto siamo con questa tecnologia?

Molto indietro. Siamo veramente agli albori e serve una spinta.

Le opportunità di business e di investimento

Chi meglio di Elon Musk per lanciare questa sfida a tutti gli innovatori, gli imprenditori e gli scienziati del mondo che stanno lavorando per buttarsi su questa linea di ricerca.

A chi ci sta già lavorando dare loro la possibilità di ricevere finanziamenti necessari per mandare avanti questa ricerca che serve assolutamente all’umanità.

Dovevano finanziarla i governi, ma non lo stanno facendo perché sono occupati ad altre cose.

Grazie Elon Musk.

Questo, devo dire, è secondo me il motivo per cui negli ultimi anni mi sono spinto sempre di più verso l’imprenditorialità, agli investimenti, piuttosto che fare attivismo.

Io sono nato come attivista e facevo attivismo per l’ambiente, per il clima, tutti i giorni e poi mi sono reso conto che l’impatto che poteva avere era molto piccolo.

Personalmente non sto giudicando gli altri, ma mi sono accorto che non poteva avere un grande impatto perché tutte le volte che c’era poi da fare qualcosa servivano soldi e finanziamenti, servivano collegamenti con le industrie e con qualcuno che fosse un imprenditore o un investitore per trovare i talenti, per finanziare l’innovazione necessaria e risolvere i grandi problemi dell’umanità.

Elon Musk ha 100 miliardi di dollari, quindi per lui mettere 100 milioni è come uno che ha un milione di euro, mettere mille euro in premio.

Quindi, invito chiunque possa contribuire a questa challenge di partecipare allo sviluppo di tecnologie per catturare il carbonio in maniera sicura e fare lo storage a un prezzo competitivo, perché a quel punto lì diventa solo un meccanismo di mercato.

C’è un incentivo per le aziende (anche a chi non frega niente dell’ambiente) a utilizzare queste tecnologie, a produrre queste tecnologie, a distribuirle, a comprarle e farle girare.

E a quel punto possiamo veramente invertire la rotta che abbiamo preso in questi ultimi 100 anni e iniziare a diventare una specie che considera tutta la Terra come una casa sola o come diceva Buckminster Fuller:

Una Spaceship, una nave spaziale terrestre.


Se senti il bisogno di una svolta, non sei l’unico. Ci sono centinaia di innovatori come te che si rimboccano le maniche per risolvere problemi. Per far parte di questo club, entra in Mavericks, il club per Imprenditori Esponenziali.


Federico Pistono playing ukulele and smiling square

Mi chiamo Federico Pistono.

Creo spazi di apprendimento per esprimersi in modo creativo, migliorare e fare la cosa giusta.

Ho fondato 10x Investor Club, dove investiamo in start-up a rapida crescita e ad alto impatto.

Gestisco Mavericks, il campo di addestramento per imprenditori esponenziali.

A volte scrivo su Facebook.
Penso ad alta voce su Twitter.
Creo video educational su YouTube.
Condivido momenti di vita su Instagram.


Note e riferimenti

1 Nel 2020, le emissioni globali di gas serra erano circa 50 gigaton, ovvero 50 miliardi di tonnellate equivalenti. Nel 2020, c’è stato un piccolo declino dovuto al Covid-19, ma il trend è chiaramente in crescita. Fonte: OurWorldInData.

2 Peter H. Diamandis è un imprenditore, investitore, presidente e fondatore della XPRIZE Foundation. Presidente di Singularity University. Autore best-seller del New York Times.
Co-Fondatore di Zero-Gravity Corporation. È un grande amico di Elon Musk e mentore di Federico Pistono. (Guarda il video dove Peter H. Diamandis parla di Federico).

3 La XPRIZE Foundation è una organizzazione non-profit creata per incentivare innovazioni tecnologiche radicali in vari campi.

4 Climate forcing, detto Forzante radiativo, è la misura dell’influenza di un fattore nell’alterazione del bilancio tra energia entrante ed energia uscente nel sistema Terra-atmosfera. Esso è indice del peso di un fattore nel meccanismo dei mutamenti climatici.

5 La mia serie di video sul cambiamento climatico, in inglese, che include il mini-documentario diviso in due parti finanziato da Google (guarda i video).

2 Replies to “Basteranno Elon Musk, $100 milioni e XPRIZE per affrontare il cambiamento climatico?”

  1. Da dove iniziare per contribuire a risolvere il problema del cambiamento climatico? Mi chiamo Denis e sono uno studente di ingegneria industriale al 3o anno, sono interessato molto al mondo automotive e meccanico in generale, ma questa cosa del carbon capture mi solletica la mente…

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