💬 Bufale, ciarlatani e millantatori

9 Dicembre 2020

Il mondo è pieno di storie.

La maggior parte delle storie sono inventate o finzioni.

10 mins

Quella che noi chiamiamo storia è spesso una collezione di storie raccontate da chi ha vinto la guerra, o da chi è sopravvissuto.

I veri storici, quelli seri, fanno un lavoro certosino di ricostruzione dei fatti, collegando fonti diverse, scartabellando libri antichi, registri economici e frammenti di pergamena per cercare di capire cosa sia successo in passato.

È un lavoro duro.

Per capire quanto sia difficile il lavoro dello storico, provate a pensare alle notizie. Quelle quotidiane, che sentiamo al TG e su YouTube e che leggiamo nei giornali e sui social.

Avete mai avuto la sensazione che un tema sia trattato in modo superficiale dai media? Oppure, ancora peggio, che sia proprio distorto e manipolato?

E vi è mai capitato di trovarvi nel mezzo di un fatto di cronaca, oppure di leggere una notizia su un fatto che conoscete bene? Che giudizio avete dato alla copertura giornalista di quel fatto?

Se vi sembrava corretta, imparziale e bilanciata, vi prego di scrivermi subito e informarmi quale quotidiano leggete, perché ne sto cerando uno così da più di 20 anni.

Nella mia esperienza, le notizie sono spesso parziali, distorte, manipolate, se non fuorvianti o fattualmente sbagliate.

Le fake news non sono un fenomeno nuovo, semplicemente adesso hanno un nome catchy (che tira).

Se pensate che le news siano fake, pensate alla storia, che spesso è una semplice collezione di fake news: notizie di propaganda dei giornali di stato, dei governanti di quel periodo o degli intellettuali che non erano troppo scomodi a chi stava al potere, i cui scritti sono sopravvissute fino ad oggi.

Metodo scientifico, virtù e filosofia di vita

Fin da quando ero teenager (si parla di ormai 20 anni, nonostante le mie apparenze ingannino), sono stato fortemente influenzato dal metodo scientifico e dai grandi scienziati della storia, che sono stati il mio modello di approccio alla vita e i miei eroi personali per tanti anni.

Logici, matematici, filosofi razionalisti, fisici, biologi. Socrate, Bertrand Russell, Richard Feynman, Marie Curie, Isaac Newton, Nikola Tesla, Albert Einstein, Charles Darwin, Richard Stallman, Buckminster Fuller… questi erano i miei modelli di ricerca del sapere, di esplorazione della mia curiosità verso le persone e l’universo.

Questa influenza mi ha portato ad avere un approccio molto scientifico e razionalista, forse fin troppo (almeno in passato). Mi divertivo a “sbugiardare” e “smascherare” ciarlatani e millantatori, chi aveva credenze non supportate da evidenza scientifica.

Quella che chiamiamo “fuffa”.

Astrologi, medium, omeopati… chiunque agisse su credenze dimostrate false o indimostrabili, e che secondo me ingannava le persone per un tornaconto personale. Mi sembrava quasi un dovere morale come cittadino. Sentivo un senso di giustizia crescere in me, che con il senno di oggi vedo invece come un po’ arrogante e presuntuoso.

Con gli anni ho imparato ad adottare una filosofia di vita diversa.

Ho capito che, invece di trovare da dire agli altri, avrei speso meglio il mio breve tempo su questa Terra creando qualcosa di valore per le persone.

La virtù non è puntare il dito con ciò che vedi di sbagliato a ogni piè sospinto, ma vivere una vita virtuosa tu stesso, in silenzio, e dare il buon esempio.

Chi ha occhi per vedere, vedrà.

Chi ha orecchie per ascoltare, sentirà.

Chi ha mente per ragionare, capirà.

Questa filosofia pratica del “vivi e lascia vivere” mi sta regalando relazioni più profonde e durature, oltre che una vita più serena e tranquilla.

Mi ha dato anche l’opportunità di iniziare ad esplorare una dote che prima non avevo per nulla, e che sembra essere in scarsa quantità al giorno d’oggi: la saggezza.

La vera saggezza

Raccogliere conoscenza è abbastanza semplice: basta accedere ad informazioni e studiare.

Non è mai stato così facile come lo è oggi.

Google books ha digitalizzato quasi tutti libri disponibili al mondo, anche quelli antici, in quasi tutte le lingue. Wikipedia ha più di 55 milioni di articoli unici in 300 lingue. E questi sono solo due dei milioni di siti disponibili.

La saggezza invece è molto più rara e difficile.

Per cominciare, non è possibile trasmettere la saggezza. La saggezza non è un bit di informazione che può essere trasmesso da punto A a punto B. Richiede invece uno sforzo attivo nella tua mente. Spesso la saggezza dipende dal raggiungimento di una consapevolezza, e questa richiede una presa di coscienza. La quale, a sua volta, è spesso collegata ad un’esperienza fisica, e queste sappiamo essere uniche e impossibile da trasmettere.

Forse in futuro il nostro amico Elon Musk ci permetterà con Neuralink di trasmettere via wireless esperienze, emozioni e consapevolezze. Sarebbe bello poter diventare più saggio a comando, stile Matrix.

I know Kung Fu

Neo

Diventerà:

I know Lao Tsu

Tao

Forse no. Sarebbe bello però.

Immaginate poter accedere all’empatia del Dalai Lama, alla creatività di Leonardo da Vinci o all’intuizione sul mondo fisico di Albert Einstein.

Per ora questi pensieri, per quanto divertenti, rimangono fantascienza e siamo costretti a lavorare con le limitazioni del substrato cerebrale umano. Una di queste è proprio la tendenza a partire per la tangente e divagare, quindi vi chiedo il permesso di farmi tornare al discorso iniziale.

Dicevamo, l’età (più) avanzata mi ha donato quel pizzico di saggezza che non possedevo da ragazzino, nonostante il mio volto tradisca ancora questa apparenza (per favore, non dite a nessuno che tengo un ritratto dentro lo sgabuzzino).

Una conseguenza della saggezza che mi trovo a praticare quotidianamente è questa: scegliere accuratamente quali battaglie vale la pena combattere e quali lasciar correre, senza interferire.

Il mondo è pieno di ingiustizie, idiozie e persone che le causano. In passato perdevo molto tempo a star dietro a ognuna di queste. Ero un attivista, mi impegnavo molto sul sociale. Mettevo alla luce le ingiustizie, i misfatti.

Le aziende che inquinavano l’aria e gli oceani, i ciarlatani che inquinavano le menti delle persone.

In breve, ho capito che era meglio spendere il mio tempo a creare, piuttosto che a disfare le cose degli altri.

Falsi cacciatori di bufale e ciarlatani moderni

Penso che ci sia grande valore nel vero giornalismo.

Mi riferisco a quello che parla al potere, quello investigativo. Esistono ancora i grandi giornalisti e attivisti. Sono quelli che si battono per quello in cui credono, con risolutezza e coerenza.

C’è chi ricerca la verità, anche a fatica, con coraggio.

Anche a rischio della propria vita.

Questi sono i veri eroi.

E poi c’è chi millanta di fare il portatore della verità, facendo tutt’altro. Sono facili da riconoscere. Questi personaggi vantano, tra le altre qualità, quella di sentirsi molto importanti e di ricordare costantemente a tutti quanto sia importante il loro lavoro.

Nel caso vi venga il dubbio. O che ve lo stiate dimenticando, non sia mai.

Questi grandi portatori del Verbo, gonfiano il petto pieni d’orgoglio per le loro capacità investigative, mettendo “a nudo” personaggi pubblici, ponendo domande retoriche che aizzano le folle e l’indignazione dei loro seguaci sui social.

Il fatto bizzarro è che a questi “giornalisti” non viene quasi mai in mente di fare una complicata operazione di mestiere chiamata “ricerca”, prima di porre queste domande.

Ma cosa ancora più bizzarra è che, a questi portatori del Verbo, apparentemente non sono a conoscenza di un’altra tecnica di giornalismo avanzata chiamata “chiedere ai diretti interessati una spiegazione” prima di postare un’invettiva contro di loro.

Lo so, sembra fantascienza, eppure vi assicuro che esistono!

In America li chiamano “armchair activists”, attivisti da poltrona. Leoni che pensano di risolvere le ingiustizie del mondo rimanendo dietro a una tastiera, ma che non si alzano mai dalla poltrona.

Certo che puoi salvare il mondo! Basta che non ti alzi dalla sedia.

Capisco che alzarsi dalla sedia possa essere un’attività alquanto faticosa, ma nell’epoca di Skype e Zoom basterebbe accendere la webcam.

Per esempio, stato recentemente sotto attacco da parte di un paio di personaggi minori, che hanno messo in discussione il mio curriculum, attaccandomi pubblicamente sui social.

Non c’è nulla di male. Anzi, promuovo e accolgo con piacere lo spirito critico.

Mi spiace però vedere che i loro “dubbi” sembrano più attacchi ad hominem, mascherati da domande apparentemente lecite e da un fasullo senso di chiarezza e di giustizia.

Si sono chiesti, per esempio, se io sia veramente un Angel Investor, con un grave tono accusatore.

“Pistono dice, di essere un angel investor… ma può dirci dove/quanto ha investito, ovviamente dimostrandolo?”

(Le virgole sbagliate sono verbatim, lo giuro!)

Eh perbacco!

Sì, certo che posso farlo.

È facilmente verificabile da chiunque voglia saperlo. Non sto neanche a riportare le altre “domande”, vanno dal confondere una frase ispirata da Seneca (e citata) con la presunta scopiazzata di quella un marketer americano di basso borgo (ahimè, la cultura!), fino alla manipolazione volontaria e falsificazione di screenshot per mettere il qui presenta in cattiva luce (con potenziali estremi di calunnia, se avessi tempo da perdere con gli avvocati con queste sciocchezze).

Alla fine, queste “domande” sono tutte dello stesso stampo. Chiunque sia alla ricerca della verità può velocemente verificarne la veridicità, ma non chi è alla ricerca dell’indignazione facile e della retorica da pulpito.

Statua di Girolamo Savonarola a Ferrara
Statua di Girolamo Savonarola a Ferrara

Questi inquisitori moderni non rendono giustizia ai Savonarola che cercano di imitare, se non per il semplice fatto che il frate dominicano del Medioevo fu impiccato e bruciato sul rogo dopo essere stato scomunicato da papa Alessandro VI, a cui non piaceva che una della sue pecorelle mostrasse uno specchio di fronte ai corrotti, i ladri e i malfattori che infestavano la Chiesa e le piazze delle città in quel periodo.

In altre parole, Savonarola prese rischi personali che gli costarono caro. Fu un uomo di principi, di etica. Era po’ stronzo, certamente, ma era pronto a pagare le conseguenze delle sue azioni. Questi leoni da tastiera moderni (brutte copie di Napalm51) invece, per usare una citazione, non rischiano un cazzo.

Come si può verificare che io sia effettivamente un Angel Investor? Quali strani segreti uno dovrebbe mai scovare per accedere a questa oscura informazione?

Senza andare a scomodare gli investigatori del mastino di Baskerville, si può cominciare con una semplice ricerca sul Web.

Una ricerca per “Federico Pistono Angel Investor” su Google dà come primi due risultati il sito di Italian Angel for Growth (IAG), il più grande gruppo di Angel Investor italiani, di cui faccio parte dal 2017.

Un esempio estremo dei sofisticati strumenti a disposizione del migliori investigatori per aiutarli nelle loro ricerche.

Be’, devo riconoscerlo, era difficile.

Alto giornalismo.

Aprendo una di quelle pagine si scopre che sono socio e champion di due startup: PainQx e Comehome.

Due parole su cosa significa, per chi non ha familiarità con il gergo dell’industria.

Quando a una startup servono soldi, di solito fa una raccolta, chiamata Round (di investimento). I round vanno dal Bootstrap, Seed, Serie A, Serie B, etc. In ordine crescente di grandezza. Gli angel sono persone che hanno soldi propri (chi di famiglia, chi se li è fatti da sé) e decidono di investirli in una startup, “entrando in un Round“.

Tipicamente gli angel entrano in Seed, che può andare da €200k al milione di euro (più o meno). Siccome non ha molto senso investire singolarmente come angel, spesso ci si organizza in un gruppo, chiamato Syndicate.

Quando un Syndicate investe, lo fa come una testa unica. Un Syndicate può rappresentare 10, 20 o 100 angel individuali, che decidono di investire insieme come una singola unità. I dettagli tecnici li lascio per chi vuole approfondire (qui trovate il mio Syndicate, 10x Investor Club).

Riassunto della struttura di un Syndicate di investimento.

Ogni Syndicate sceglie tra i suoi angel un leader, chiamato Lead o Champion, ovvero una persona che si prende cura di fare una serie di lavori molto importanti e spesso tediosi, tra cui:

  • introdurre la startup al Syndicate;
  • discutere sul merito della startup con gli angel del gruppo (validazione, mercato, prodotto, team, SWOT analysis, valuation, etc.);
  • discutere con i fondatori della startup;
  • negoziare un term sheet per l’investimento;
  • coordinate la due diligence legale con gli avvocati;
  • verificare con commercialisti esterni che i bilanci siano in regola;
  • aiutare la startup con il pitch di presentazione, passare giorni e a volte notti a dare consigli, risolvere dubbi e obiezioni;
  • arrivare a un accordo di investimento tra la startup e il syndicate;
  • formare una società veicolo per l’investimento;
  • fare entrare come soci della società tutti i membri del Syndicate;
  • far firmare contratti a tutte le parti coinvolte;
  • raccogliere i soldi da tutti i soci;
  • mandare i soldi alla startup.

Questo processo può durare dai 2 ai 6 mesi di lavoro… e questo conclude solo la parte iniziale dell’investimento! Il vero lavoro è appena cominciato.

In IAG siamo più di 200 soci, e con la crescita del gruppo sono cresciuti anche i deal. Se una volta investivamo in deal da €200k, adesso riusciamo anche a superare il milione.

Per far parte di un Syndicate, come regola, un membro di IAG deve investire come minimo €10k (10 mila euro), mentre ci sia aspetta che i Champion investano almeno €20k.

Spesso il lavoro richiesto da parte del Champion è piuttosto considerevole, per questo in IAG abbiamo deciso che la struttura “1-Lead, 2-Champion” sia la migliore: ovvero un solo veicolo di investimento, con due persone nel ruolo di champion che si dividono il lavoro.

Nel deal di Comehome ho il piacere di condividere il ruolo di Champion con Roberto Montandon, ex-presidente di Xerox con una exit multimilionaria alle spalle, un imprenditore e un amico che rispetto. Ci dividiamo il lavoro, valorizzando ciò che siamo più bravi a fare e delegando il resto all’altro. Mi trovo molto bene con lui.

Bene, sotto la guida mia e di Roberto, siamo riusciti a concludere un deal di €800k per il seed di Comehome.

Gli angel non sono obbligati a divulgare pubblicamente la somma dell’investimento fatto, infatti quasi nessuno lo fa, e molti non fanno proprio sapere che hanno effettuato un investimento. Quello che si sa di per certo è che, se un angel investe tramite IAG, ha messo almeno €10k per ogni investimento, e se questo angel è un Champion è probabile che ne abbia messi €20k, o anche di più.

Il mio portfolio startup attualmente vede più di 10 investimenti, 8 dei quali ho deciso di divulgare pubblicamente. Le somme investite da me per singolo investimento vanno dai €10k a qualche centinaio di migliaia di euro.

Ci tengo a sottolineare che questi soldi non arrivano da aziende di famiglia, eredità, fondi di investimenti o criptovalute. Sono soldi che ho guadagnato io, durante la mia carriera come imprenditore, partendo da zero.

Il grande aiuto che ho avuto è stato il supporto emotivo della mia famiglia, che mi ha sempre sostenuto, e quello dei miei amici, che mi hanno sempre dato ottimi consigli quando ne avevo bisogno.

Grazie a loro sono riuscito a fiorire, esprimendo la mia curiosità e creatività, guadagnandomi due borse di studio, per poi finire in Silicon Valley nel 2012.

Chi è curioso può leggere una storia un po’ più completa nella sezione about.

Ora, capisco che sapere tutte queste cose sulle startup e sugli investimenti richieda un minimo di conoscenze di settore. Non mi aspetto certo che tutti le conoscano.

Ma chi si improvvisa Savonarola e scrive un’invettiva contro di me, mettendo in discussione pubblicamente la mia figura di angel, dovrebbe avere, se non la decenza, almeno il buon gusto di fare due ricerche prima.

Oppure, più semplicemente, di chiedere privatamente.

Si eviterebbe figuracce.


Sei stanco di ascoltare gente che parla di cose che non capisce?

Fai domanda per entrare in Mavericks, il mio club privato. Dentro troverai lezioni di veri esperti, imprenditori e innovatori che hanno creato e investito in business di successo, incluse startup miliardarie, partendo da zero.


Federico Pistono playing ukulele and smiling square

Mi chiamo Federico Pistono.

Ho fondato 10x Investor Club, dove investiamo in start-up a rapida crescita e ad alto impatto.

Gestisco Mavericks, il campo di addestramento per imprenditori esponenziali.

Aiuto leader virtuosi a espandere la propria coscienza e avere un impatto positivo nel mondo attraverso l’uso consapevole della tecnologia.

A volte scrivo su Facebook.
Penso ad alta voce su Twitter.
Creo video educational su YouTube.
Condivido momenti di vita su Instagram.


Il ciarlatano, Giovanni Domenico Tiepolo (1756)
Photo Credit

Il ciarlatano, 1756 olio su tela di Giandomenico Tiepolo (1727-1804).

Risposte su “💬 Bufale, ciarlatani e millantatori”

  1. Beh, devo dirti che e con vero piacere che da qualche Tempo ti leggo.
    .Vero sembri molto più Giovane, di questi ultimi decenni non e facile trovare “Personaggi” come Te. Sembri una vera Miniera di Esperienze, Piacevole e Intrigante da seguire, ma ahimè dovrò leggerti ancora molto per riuscire e imparare ( Specie le definizioni in Inglese ) chissà che riuscirò ad esprimermi e spiegarmi in modo a Te e ai molti Tuoi Collaboratori, Amici di Comprovate Capacita.
    Grazie, e Buon Lavoro

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