Snowden, NSA, tecnologia, privacy e il futuro della società

21 Marzo 2021
4 mins

Sono passati nove anni da quando Snowden ha reso pubblici a tutto il mondo i gravi crimini commessi dalla National Security Agency (NSA), l’organismo del Dipartimento della difesa degli Stati Uniti d’America che, insieme alla CIA e all’FBI, si occupa della sicurezza nazionale americana.

Per più di 10 anni, l’NSA ha spiato illegalmente centinaia di milioni di persone in tutto il mondo, inclusi noi in Europa, raccogliendo dati personali di tutti noi come messaggi, email, telefonate, rubriche contatti, senza nessun movente… com’è stato possibile?

Tecnologie esponenziali

Lo sviluppo esponenziale delle tecnologie di comunicazione digitale, di archiviazione di dati e di algoritmi di intelligenza artificiale, ci ha permesso di creare servizi fino a poco fa inimmaginabili e di trasformare radicalmente il nostro modo di vivere.

Ricordo, quando ero piccolo, un giorno chiesi ai miei genitori se avessimo dei parenti in giro da qualche parte, dato che non conoscevo nessuno con il nostro cognome. Mi risposero che forse avevamo dei parenti lontani negli Stati Uniti, si ricordavano vecchie storie di prozii che andarono in America in cerca di una nuova vita, ma non avevamo alcuno strumento per sapere chi fossero o come raggiungerli. Per scoprirlo, avremmo dovuto assumere un investigatore esperto a tracciare la stirpe familiare, che dopo mesi di duro lavoro forse avrebbe trovato qualcosa.

Pochi anni dopo arrivò Facebook, e mi bastò scrivere “Pistono” nella barra di ricerca per trovare centinaia di potenziali parenti dai 5 continenti, in meno di un secondo. E per contattarli non dovevo fare altro che cliccare su “scrivi messaggio”.

Grazie alla legge di Moore, il costo di trasferire, archiviare e processare informazioni digitali è crollato esponenzialmente ogni anno per decenni. Il governo americano ha deciso di sfruttare questa opportunità per cercare di avere il controllo assoluto sulle nostre comunicazioni e le nostre vite, usando un’interpretazione molto particolare del “Patriot Act” americano (newspeak degno di Orwell), affermando che “qualunque informazione, di qualunque persona” può potenzialmente aiutare nella lotto contro il terrorismo, quindi loro erano giustificati a raccoglierla.

NSA, Snowden e i pericoli per la democrazia

Snowden, che lavorava per la NSA, ha visto questo comportamento e ne è rimasto scioccato. Dopo mesi di conflitto interno tra la lealtà per i suoi capi e lealtà verso i valori più alti della costituzione e della moralità, ha scelto i valori più alti, sapendo bene che questa scelta avrebbe potuto costargli la vita.

Questi sono i veri eroi.

Altro che gli armchair activists che si fingono paladini della giustizia.

Dopo un’avventura a dir poco rocambolesca, a cui Laura Poitras ha dedicato un documentario che ha vinto il premio Oscar nel 2015, e drammatizzata da Oliver Stone in un film con Joseph Gordon-Levitt nel 2016, dopo 7 anni una corte di giudici americani ha dato ragione a Snowden, stabilendo che il programma della NSA era illegale e che i leader dell’intelligence statunitense che lo hanno difeso pubblicamente non stavano dicendo la verità.

E poi, cos’è successo?

Lascio dirlo a Snowden stesso:

Quindi questo è sempre il processo: quando il governo
infrange la legge, come la corte ha stabilito la settimana scorsa, non c’è punizione.

Non c’è responsabilità penale.

Tutti i bastardi a capo dell’FBI e a capo della NSA che hanno violato i diritti degli americani [e degli europei, NdR] per decenni, quei tipi non vanno in prigione. Non perdono il lavoro, non vedono nemmeno l’interno o l’odore dell’interno di un’aula di tribunale.

E a causa di questo, si crea una cultura di non responsabilità, di impunità, il che significa che con ogni generazione di funzionari governativi, studiano questo caso, studiano i casi contro di loro, studiano dove hanno vinto, studiano dove hanno perso, e cercano di creare un sistema in cui possono infrangere la legge per 10 anni, sapete dal 2001 al 2013, e nessuno sa nemmeno che sta succedendo.

Edward Snowden
20 settembre 2020

L’intervista completa dura quasi due ore e mezza, ed è veramente illuminante. Consiglio a tutti di guardarla.

Per chi ha difficoltà con l’inglese, potete abilitare i sottotitoli cliccando sul bottone CC in basso a destra nel player del video. C’è anche una funzione che permette di usare una traduzione automatizzata e leggere i sottotitoli in italiano.

Come abilitare i sottotitoli in italiano su YouTube.

Che lezione possiamo trarre da questa storia, sull’utilizzo della tecnologia, sulle nostre vite e sul futuro della democrazia?

Trovo questo esempio dei sottotitoli illuminante.

È il 2021. Mi trovo in casa, in lockdown per pandemia, seduto al tavolo, e scrivo un articolo mentre guardo il mare fuori dalla finestra. Per farlo, sto usando un computer creato da una grande multinazionale, connesso a una rete mondiale di computer.

Tra poco lo condividerò su una piattaforma che mette in connessione più di due miliardi di persone ogni giorno, dove mi seguono quasi 100 mila persone.

Questo articolo tratta temi importanti, difficili e pericolosi.

C’è un video. Un video di due e mezza, di un esperto che condivide informazioni di vitale importanza per tutti noi. Appena due decenni fa, questo video non ci avrebbe mai raggiunto. Forse lo avremmo scoperto mesi, anni dopo, forse mai. Ce lo saremmo passati in copie DVD pirata underground, rischiando magari la galera. Adesso è una delle più grandi multinazionali del mondo a permetterci di vedere e condividere questo video, gratuitamente, anche attraverso piccoli oggettini che teniamo in tasca ogni momento.

La stessa multinazionale colpevole di essere stata complice di quei crimini che il video sta denunciando.

E non finisce qui.

Il video è in inglese. Non tutti in Italia sono fluenti in inglese. La stessa multinazionale ha creato non solo gli algoritmi di codifica e decodifica del segnale audio e video, ma anche gli algoritmi di intelligenza artificiale che permettono di creare la trascrizione e la sottotitolatura automatica del video.

Ancora di più. Con un semplice click è possibile poi tradurre questi sottotitoli (seppur imperfetti) in decine di lingue, compresa l’italiano.

Provate a pensarci un attimo. Siate sinceri. Se vi avessi detto tutto questo vent’anni fa, ci avreste creduto? O mi avreste dato del pazzo?

Ecco, questo è il mondo in cui viviamo oggi.

È complesso, pieno di paradossi e intrecciato indissolubilmente con la tecnologia.

L’ultimo fatto, in particolare, non possiamo più ignorarlo. Non si può più dire “io non ci capisco nulla” oppure “a me non interessa la tecnologia, non mi riguarda”, perché invece ci riguarda tutti.

Ne va del futuro della società e delle nostre vite.


Capire i trend e lo sviluppo tecnologico è fondamentale per non rimanere indietro nella vita moderna, è lo è ancora di più nel business. Per questo motivo, due anni fa ho fondato Mavericks, un Club privato per imprenditori, manager e liberi professionisti che vogliono rimanere al passo con ciò che sta accadendo e far crescere il proprio business per avere un impatto positivo nel mondo.


Federico Pistono playing ukulele and smiling square

Mi chiamo Federico Pistono.

Ho fondato 10x Investor Club, dove investiamo in start-up a rapida crescita e ad alto impatto.

Gestisco Mavericks, il campo di addestramento per imprenditori esponenziali.

Aiuto leader virtuosi a espandere la propria coscienza e avere un impatto positivo nel mondo attraverso l’uso consapevole della tecnologia.

A volte scrivo su Facebook.
Penso ad alta voce su Twitter.
Creo video educational su YouTube.
Condivido momenti di vita su Instagram.

5 Commenti su “Snowden, NSA, tecnologia, privacy e il futuro della società”

  1. Caro Federico, sono uno dei fortunati che hanno voluto aderire a Mavericks e ne condivido al 100% i principi. Tuttavia ho appurato che anche offrendo gli strumenti giusti, pochi si prendono la briga di imparare. Per voler imparare è necessario sapere di essere ignoranti, e questo sono disposti in pochi ad ammetterlo, solo quelli che non hanno bisogno di sentirsi bene, ma che stanno bene davvero.

    1. Ciao Enrico,

      Riconoscere e ammettere i propri limiti è una delle cose più difficili. L’ho sperimentato più volte, e una delle pratiche più efficaci è quella di creare una cultura del feedback radicale e trasparente, sia in azienda che nella vita privata.

      Da quando lo faccio ho visto miglioramenti notevoli, sotto tutti i punti di vista.

      È stato così efficace per me e per le aziende dove ho investito che ci ho dedicato quattro lezioni su Mavericks, chiamate “Kaizen”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *